Il Blog dell'Ordine degli Avvocati di Messina

Ma Hillary da nubile come si chiama?

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Rodham.

Ecco l’unica parola che a mio avviso racchiude la sconfitta di Hillary Rodham Clinton.
Sia chiaro, non sono una femminista, sono solo convinta che molte donne debbano e possano essere sedute in tutte poltrone del potere di questo mondo perché lo meritano in quanto donne e non in quanto donne travestite da uomini.
Di debole non abbiamo nulla, anzi la nostra forza è proprio l’essere donna.
Non riservateci poltrone, non ne abbiamo bisogno.
Hillary non ha vinto perché ha portato avanti la Clinton e non la Rodham.
Hillary non ha vinto perché ha parlato al popolo struccata e con le occhiaie, ricordando i sacrifici della madre, solo dopo la sua sconfitta e non durante i suoi dibattiti elettorali.
Hillary non ha vinto perché ancora una volta è stata “First Lady” e non “First Woman President”.
Hillary non ha vinto perché l’America (come l’Italia) è stanca di dinastie, è stanca dei poteri forti, è stanca di storie già vissute e già scritte.
E allora che fa? Sceglie il cambiamento, anche se il cambiamento porta il nome di qualcuno che risuona nei più alti grattacieli e che è il simbolo dell’opulenza e della potenza economica americana.
Ah(!) se solo Hillary avesse mostrato il suo spessore di donna, se solo avesse spiegato il prezzo che ha dovuto pagare per diventare Senatore e Segretario di Stato, se solo avesse mostrato le sue scelte politiche che in alcuni casi hanno cambiato la storia d’America combattendo solo marginalmente gli scandali riemersi delle mail e spendendo il suo cognome Clinton solo per spiegare la forza che ha avuto per stare accanto ad un uomo come lui…beh secondo me avrebbe avuto molto di più dei suoi 62 milioni di voti.
Cara Hillary la tua vera forza era solo in te stessa, non nel cognome acquisito che porti, non nel percorso politico che hai perseguito da quando sei una Clinton.
Le doti di donna brillante, accogliente, poliedrica ed incline al sacrificio le hai sempre avute e sono le stesse che caratterizzano ognuna di noi che non amiamo le riserve di genere, ma le conquiste meritate.
È vero, tu non hai preso l’argento ma perso l’oro ed oggi puoi solo farne ammenda perché, come ogni competizione elettorale che si rispetti, la vittoria va riconosciuta con una semplice stretta di mano e con ogni onore.
Alza il capo Hillary, risorgi e mostra adesso la tua forza, non fuggire… l’America non vuole questo!
Sii prima Rodham e poi, solo poi… Clinton!

Elena-Florio
Elena Florio

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