Il Blog dell'Ordine degli Avvocati di Messina

“I magistrati o sono pessimi politici o sono buoni politici perché erano pessimi magistrati prima”. La scuola Forense dell’Ordine degli avvocati riapre con l’ex di ANM, Piercamillo Davigo, gli incontri culturali organizzati in collaborazione con la libreria Bonazinga.

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“La corruzione non è episodica è un sistema seriale e diffuso, culturalmente radicato e difficilissimo da estirpare. Viviamo in un Paese in cui ci vuole coraggio ad essere onesto. Questa è la verità. A me piacerebbe vivere in un Paese nel quale ci volesse coraggio ad essere disonesti”. È un fiume in piena il giudice Piercamillo Davigo, già presidente dell’associazione Nazionale magistrati, ospite, ieri pomeriggio, dell’incontro con il quale la scuola Forense dell’Ordine degli avvocati di Messina, coordinata da Aurelio Maiorana, ha ufficialmente riaperto il ciclo degli incontri culturali organizzati in collaborazione con la libreria Bonazinga. A presentarlo il presidente dell’Ordine degli avvocati, Vincenzo Ciraolo, Liliana Bonazinga e il consigliere dell’Ordine Paolo Vermiglio.
“Davigo non è stato sempre ‘gentile’ con gli avvocati e il ruolo fondamentale che rivestono nel processo ma siamo felici di averlo ospite stasera perché riteniamo che dal confronto con chi la pensa diversamente possa derivare sempre e comunque una crescita che è quella cui tendiamo” – ha evidenziato Vermiglio.
Ieri Piercamillo Davigo si è “generosamente concesso” alla platea che ha affollato la Corte d’Appello. Una platea composta da avvocati, magistrati (in prima fila il procuratore generale Vincenzo Barbaro e il presidente della Corte d’Appello Michele Galluccio) e anche da una rappresentanza degli studenti dell’Archimede, del Maurolico, del La Farina e molti docenti.
Davigo, come sempre, ha detto la sua senza troppi giri di parole. Ha parlato dei magistrati che “non dovrebbero mai fare politica perché non ne sono incapaci e, se la fanno e ne sono capaci, vuol dire che erano incapaci come magistrati” e ancora ha raccontato “il sistema corruzione” che ha avuto modo di toccare con mano e provare a combattere nella sua carriera. Un fenomeno che, come racconta nel suo libro, copre l’Italia da nord a sud non risparmiamo nessuno, complice “una legislazione inadeguata che fa apparire a molti più conveniente delinquere che essere onesti. Eppure – ha evidenziato – per fermare il circuito basterebbe un solo uomo onesto che troppo spesso però viene allontanato e tagliato fuori prima che diventi di ostacolo”.
“Ma allora come vede il futuro? Cosa si può fare… siamo senza speranza?” Ha chiesto Vermiglio in chiusura a Davigo. “Per prima cosa – ha detto il magistrato – dovrebbe darsi l’immunità a chi per primo parla aiutando a scoperchiare i sistemi correttivi; poi, ad esempio, cominciare ad alimentare nei dipendenti pubblici il senso d’appartenenza che hanno perso perché sono stanchi di sentirsi dire che sono tutti disonesti e fannulloni perché non è così.
Non siamo senza speranza – ha concluso. Non possiamo cambiare le cose da un giorno all’altro ma possiamo fare al meglio delle nostre possibilità il mestiere che ci è dato in sorte di fare e già questo sarebbe un buon inizio”.

loredana bruno
Loredana Bruno

 

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