La verità sul lavoro del progettista: non è solo disegnare ma è molto più complicato

La figura del progettista è spesso percepita in modo semplicistico, come se il suo ruolo si riducesse al disegno di linee e forme sulla carta o sullo schermo. In realtà, questa professione racchiude una complessità notevole, fatta di responsabilità legali, approfondita conoscenza tecnica, capacità di gestione dei processi, aggiornamento continuo e una sensibilità interdisciplinare che va ben oltre il semplice atto del disegnare. Nel contesto dell’architettura e dell’edilizia, il progettista rappresenta il perno centrale attorno a cui ruota l’intera realizzazione dell’opera, dalla concezione fino alla sua concretizzazione effettiva.

Le molteplici responsabilità del progettista

Chi si occupa di progettazione è chiamato a rispondere non solo della correttezza tecnica del proprio operato, ma anche della sua conformità normativa e, nei casi più gravi, di eventuali danni derivanti da errori o negligenze. La normativa italiana attribuisce al progettista un’obbligazione di risultato, non semplicemente di mezzi: egli deve garantire che il progetto sia tecnicamente e giuridicamente realizzabile, rispondendo agli accordi contrattuali e a tutta la normativa vigente, inclusi vincoli urbanistici, ambientali e paesaggistici. Un errore progettuale può comportare ritardi nei lavori, costi aggiuntivi, danni economici e, nei casi più gravi, danni a persone o cose, con possibili ripercussioni civili, amministrative e penali a carico del professionista .

Non meno importante è il dovere di diligenza nel proprio operato, da valutarsi con una cura superiore rispetto a quella mediamente richiesta in altri contesti lavorativi. La valutazione del comportamento del progettista avviene secondo la cosiddetta diligentia quam in concreto, ossia una diligenza “rafforzata”, commisurata sia alle conoscenze tecniche che alla particolarità del compito affidato, soprattutto se si tratta di opere di un certo rilievo o valore economico.

Più che disegno: concezione, rappresentazione e comunicazione del progetto

Senza dubbio, il disegno resta l’elemento espressivo principale e il punto di partenza insostituibile per qualsiasi attività progettuale. Tuttavia, il ruolo del progettista non si esaurisce con l’elaborazione grafica: il disegno, che sia realizzato a mano libera o tramite strumenti digitali come CAD, è lo strumento attraverso cui il professionista traduce idee astratte in forme e spazi concreti. Attraverso il disegno si simulano le proporzioni, si relazionano i volumi, si esplicitano le connessioni tra i diversi elementi costruttivi; solo così si può verificare la reale fattibilità di ciò che si è immaginato.

Tuttavia, essere un buon progettista non significa necessariamente essere un eccellente disegnatore in senso artistico: l’importante è riuscire a utilizzare il disegno come linguaggio universale per comunicare in modo chiaro con tecnici, committenti, imprese e amministrazione pubblica. Anche la padronanza degli strumenti digitali, spesso imprescindibile nel mondo attuale, non può sostituire la competenza di base richiesta per la rappresentazione tecnica e la gestione delle relazioni tra spazi e volumi. L’eccessivo affidamento ai software rischia, invece, di far perdere il contatto con i fondamenti della progettazione e della rappresentazione, aumentando il rischio di errori grossolani come stampare fuori scala o tralasciare particolari costruttivi fondamentali.

I passaggi chiave della progettazione

L’attività progettuale si articola in una sequenza di fasi distinte, ciascuna delle quali richiede competenze specifiche, attenzione ai dettagli e capacità di coordinamento:

  • Analisi e rilievo: prima di iniziare qualsiasi progetto, il professionista deve acquisire tutte le informazioni necessarie sullo stato di fatto, sia esso un terreno edificabile o un manufatto esistente. La conoscenza delle caratteristiche geotecniche, delle normative urbanistiche e dei vincoli paesaggistici costituisce la base per un intervento corretto e fattibile.
  • Stesura delle ipotesi progettuali: si passa dalla raccolta dati alla formulazione di idee e possibili soluzioni, sviluppando diverse alternative da sottoporre al committente e alle autorità competenti.
  • Progetto definitivo ed esecutivo: qui la progettazione entra nel dettaglio, con la preparazione di elaborati graficamente completi e la redazione di ogni documento richiesto dalla normativa vigente per l’ottenimento dei permessi. L’esecutività implica anche la preventiva valutazione delle tecniche e delle tecnologie costruttive da adottare.
  • Sorveglianza e direzione lavori: spesso il progettista assume anche il ruolo di direttore dei lavori. Ciò comporta il controllo sull’esecuzione in cantiere, la risoluzione di eventuali problemi e l’assicurazione che l’opera venga realizzata secondo il progetto approvato e in linea con la regola dell’arte.
  • Gestione della documentazione e delle pratiche burocratiche: la progettazione richiede una profonda conoscenza degli aspetti amministrativi, dalla compilazione e consegna di pratiche edilizie all’interazione con gli enti preposti.

Competenze trasversali e valore aggiunto

Oggi al progettista si richiede molto più di competenze tecniche: problem solving, capacità di coordinare un team multidisciplinare, sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali, conoscenza dell’innovazione tecnologica e dei materiali, abilità nella comunicazione con tutti gli attori coinvolti nel processo edilizio. La progettazione moderna è, infatti, sempre più integrata e richiede la capacità di valutare soluzioni ottimali dal punto di vista energetico, ambientale ed economico.

In sintesi, la figura del progettista non può essere racchiusa nella mera abilità di disegnare: si tratta di un professionista completo, la cui attività si sostanzia nell’ideazione, nella gestione e nella realizzazione di opere che incideranno in modo duraturo sulla società e sull’ambiente. Chi crede che si tratti di un lavoro semplice o di sola creatività grafica, trascura le solide responsabilità giuridiche, l’intensa attività organizzativa e la necessità di aggiornamento continuo.

L’evoluzione della normativa, l’accesso a nuove tecnologie digitali, e la spinta verso una maggiore sostenibilità hanno reso il lavoro del progettista sempre più sfidante e multidisciplinare. La capacità di visione, l’attenzione al dettaglio e la padronanza della complessità sono oggi più che mai caratteristiche imprescindibili di chi vuole operare con successo nel settore.

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